Contro la retorica dell’eccellenza

In questi giorni circola in rete il video di tre allieve della Normale di Pisa, Virginia Magnaghi, Valeria Spacciante e Virginia Grossi, che al momento della consegna del diploma hanno sentito il bisogno di prendere la parola per contestare apertamente la “deriva dell’eccellenza” che da alcuni anni domina il mondo accademico. Colpisce la lucidità e il coraggio del loro intervento. Chi non avesse ancora avuto occasione di ascoltarlo, lo trova qui.

Condivido parola per parola quello che hanno detto e le ringrazio per le emozioni che mi hanno fatto provare, non solo perché mi riconosco nelle loro idealità. Se si desidera far crescere davvero il nostro sistema universitario — lo dicono le tre normaliste e lo avevo scritto alcuni anni fa in un mio volumetto sulle condizioni del sapere in Italia — non bisogna puntare su poche situazioni di eccellenza, che tra l’altro non mancano, ma lavorare per una crescita del livello standard degli studi superiori, innestando le realtà più avanzate su un tessuto infrastrutturale robusto e organizzato, aperto alla contaminazione con la società e capace di offrire un sostegno all’intero Paese. E, cosa più importante di tutte, bisogna operare concretamente per l’attuazione del princìpi contenuti nell’art. 34 della Costituzione che prevede che «i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». 

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