E se il futuro fosse diverso da come lo immaginiamo?

Chi analizza e descrive le trasformazioni in atto nelle pratiche culturali – manifestatesi già prima della pandemia – spesso propone un racconto in cui prevalgono gli elementi di preoccupazione e l’allarme è andato crescendo in questi ultimi mesi, per motivi che qui sarebbe superfluo sottolineare. Gli elementi di incertezza, i lati poco chiari, e talvolta addirittura contraddittori, che caratterizzano in questa fase il mondo delle pratiche culturali non sono tutti di segno negativo e lasciano pensare che gli spunti per una ripresa potrebbero nascere dove meno te l’aspetti.

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Evitare lo smantellamento delle biblioteche scolastiche

In questi giorni, tra le tante proposte – un po’ confuse, a dire il vero – che vengono avanzate in vista della ripresa delle lezioni a settembre, si è parlato anche di un possibile smantellamento delle biblioteche scolastiche, per trasformarle in aule di fortuna. Si tratta dell’ennesimo esempio di sottovalutazione del ruolo “specifico” che le biblioteche e la lettura possono rivestire in un modo di diverso di fare didattica dopo la pandemia. I pochi metri quadri che si recupererebbero non sono assolutamente paragonabili al danno derivante dalla chiusura di un servizio, faticosamente impiantato col lavoro di anni e con investimenti a volte considerevoli, in termini di risorse, professionalità e attrezzature.

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Il battito d’ali di una farfalla

Avrete certamente sentito parlare di Casal di Principe, comune di ventimila abitanti dell’hinterland campano, al centro di quella che viene chiamata “la terra dei fuochi”, territorio tristemente noto per essere la culla del cosiddetto clan dei casalesi, una delle più agguerrite fazioni camorristiche, le cui attività illegali si diramano a livello nazionale e internazionale e sono state narrate da Roberto Saviano nel suo romanzo Gomorra e in tanti scritti, documentari, film, trasmissioni televisive. Il parroco della cittadina si chiamava don Giuseppe Diana e fu assassinato in sacrestia il 19 marzo 1994 con due colpi di pistola alla testa mentre si preparava a celebrare la Messa.

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