Esistono ancora le collezioni delle biblioteche?

Tradizionalmente le collezioni delle biblioteche sono state considerate il fattore principale che ne determinava la fisionomia e l’appeal nei confronti del pubblico: distinguevamo tra biblioteche più o meno ricche, più o meno aggiornate, con un’offerta più o meno mirata sulle esigenze di un determinato bacino d’utenza. Non a caso la biblioteca è stata definita una “organizzazione bibliografica”.

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Sforbiciate alla cultura

Ora i numeri dei tagli che vanno a colpire il mondo del libro e che paventavamo nei giorni scorsi sono un po’ più chiari. Su “Repubblica” di oggi leggiamo cifre abbastanza precise. Venti milioni di tagli per il Bonus cultura riservato ai diciottenni per il 2019, cui si sommano 1,25 milioni in meno per i crediti d’imposta delle librerie «sugli importi pagati a titolo di Imu, Tasi, Tari e spese di locazione» e 375.000 euro per le case editrici. Fanno bene a chiamarlo “governo del cambiamento”, perché il cambiamento è innegabile: in totale sono 21.625.000 euro in meno.

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La cultura fa bene alla salute (pare)

Due ricercatrici dell’Istat, Annalisa Cicerchia ed Emanuela Bologna, hanno pubblicato sulla rivista «Economia della cultura» un interessante articolo in cui evidenziano quanto sia diversa la percezione del proprio stato di salute da parte dei cittadini a seconda dell’intensità di partecipazione alla vita culturale.

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