Cosa leggiamo questa estate?

Romanzi “estivi”, giovani promesse che si affacciano alla ribalta dei premi letterari, saggistica d’attualità e libri d’occasione: l’offerta editoriale in questi mesi è piuttosto ricca e va ad aggiungersi a qualche classico da rileggere e ai libri accumulatisi sul comodino durante l’inverno.

Entrando in libreria – cosa che vi consiglio di fare in queste settimane, anche come testimonianza civica a sostegno del nobile mestiere di libraio – gli stimoli sono tanti. La serendipità la fa da padrona e scoprirete tanti libri che non stavate cercando. Ieri, andando a fare un po’ di provviste e proponendomi di scegliere qualcuna delle ultime uscite, mi sono imbattuto in alcune “non novità” – immediatamente acquistate – che meritano di essere lette durante la pausa estiva.

Ho scelto alcuni libri forse non impegnativi, ma neppure banali: per andare sul scuro, mi sono affidato per prima cosa a uno dei miei autori preferiti, Georges Simenon. In particolare amo molto il Simenon-non Maigret. Chi ha letto Tre camere a Manhattan oppure L’uomo che guardava passare i terni  mi può capire. Quest’anno tocca a La camera azzurra, pubblicato da Adelphi, come gli altri. Non poteva mancare qualcosa di ambiente napoletano. Lo scorso anno avevo riletto Ferito a morte di Raffaele La Capria. Quest’anno ho scelto due racconti di Ermanno Rea, raccolti da Giunti nel volumetto La comunista.

Dopo aver scelto questi racconti, un genere cui mi sono accostato poco in passato, non potevo non andare a cercare tra gli scaffali un libro di Alice Munro, insignita nel 2013 del Nobel per la letteratura come “maestra del racconto breve contemporaneo”. Ho scelto la raccolta Uscirne vivi, recentemente tradotta da Einaudi.

Tra luglio e agosto mi propongo poi di rileggere due libri di Cristiano Cavina, editi da Marcos y Marcos, autore che con i suoi libri ci ha fatto conoscere il mondo “striminzito” e universale di Casola Valsenio, descritto in modo semplice ed efficacissimo. Riprenderò in mano due suoi libri che mi erano piaciuti tantissimo e che, ne sono certo, mi affascineranno ancora: Alla grande, del 2003, e I frutti dimenticati, del 2008.    

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