Gli scherzi (e l’ironia) dell’ordinamento alfabetico

Da qualche anno, non riuscendo più a far entrare in casa tutti i libri che vorrei, sono stato costretto a una decisione: ho conservato nell’abitazione in cui vivo solo le opere di consultazione generale, le riviste e i libri di saggistica e di studio, che devo tenere quotidianamente a portata di mano per il mio lavoro, e ho trasferito nella casa di campagna, dove trascorriamo l’estate e i fine settimana, i libri “per il tempo libero”, compresa tutta la narrativa.

I romanzi sono ordinati per paese/lingua/area geografica (letteratura italiana, francese, inglese-americana, spagnola, ispano-americana, letterature orientali, paesi nordici e così via) e all’interno di ciascun gruppo secondo l’ordine alfabetico di autore. Qualche eccezione, dovuta a questioni essenzialmente sentimentali: uno scaffaletto di e su Proust, senza i quali mia moglie non potrebbe vivere; autori argentini e libri ambientati in Argentina, paese in cui ho lasciato un pezzo di cuore; i romanzi della mia formazione; gli autori irpini, la mia terra di nascita. Dovendo riordinare e spostare un bel po’ di volumi, per fare posto ai nuovi arrivi (acquisti effettuati al Salone di Torino e libri partecipanti al Premio Strega 2014, inviatimi in lettura), stamattina ho notato alcuni accostamenti curiosi nel settore della letteratura italiana contemporanea. A volte la vicinanza di due autori crea qualche problema di spazio (per esempio, Italo Calvino e Andrea Camilleri, autori entrambi molto prolifici, sono nello stesso scaffale e mi capita di doverli “allargare” frequentemente, per inserire una novità di Camilleri o una nuova edizione di un’opera di Calvino), altre volte è lì a ricordare una rivalità (Stabat mater di Tiziano Scarpa e Il bambino che sognava la fine del mondo di Antonio Scurati sono uno accanto all’altro, come nella serata finale dello Strega 2009, quando il primo finì col prevalere sul secondo per un solo voto). Anche Margaret Mazzantini e Melania Mazzucco, due delle maggiori scrittrici italiane contemporanee, si fanno compagnia sullo stesso scaffale: non poteva essere altrimenti, perché cognomi di autori che iniziano per MAZZ non ce ne sono tanti. Poco più in là, lo stesso accade per la sillaba MOR, che accosta Elsa Morante ed Alberto Moravia, uniti dall’ordinamento alfabetico come lo erano stati per venticinque anni anche nella vita.

All’ultimo posto troviamo Fabio Volo. Forse a testimoniare la fine della letteratura italiana?

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Una risposta a Gli scherzi (e l’ironia) dell’ordinamento alfabetico

  1. ALESSIA LIBRERIA - Roberto Squinzi scrive:

    Chiosa fantastico, caro Giovanni; bellissimo il passaggio su Morante e Moravia.
    Grazie per questo piccolo regalo ai buoni lettori.
    Roberto Squinzi – Alessia Libreria

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