Sull’orlo del precipizio?

Sull’orlo del precipizio è il titolo dell’ultimo volume della collana “Il divano” dell’editore Sellerio: poco più di cento pagine, in cui Antonio Manzini racconta con ironia la storia di Giorgio Volpe, uno scrittore di romanzi grande successo, che al momento di pubblicare il suo ultimo libro – intitolato, appunto, Sull’orlo del precipizio – scopre che da un giorno all’altro tutti i principali editori italiani sono stati raggruppati in un unico marchio, che impone agli autori scelte standardizzate: pochi avverbi, pochi aggettivi, niente metafore o sfumature, ma storie semplici e “positive” di eroi, sentimenti e avventure. I classici della letteratura sottoposti a riscritture e riduzioni, rigorosamente sotto le 300 pagine: Guerra e pace diventa così solo Pace, perché non bisogna angosciare il lettore, ma scrivere solo storie di amore, ottimismo e fratellanza, senza odio, né morte, né malattie;  la prosa dei Promessi sposi diventa scorrevole e senza fronzoli, ma “arricchita” con informazioni utili per chi fosse interessato a una gita turistica sul lago di Como; nella Montagna incantata solo storie di fate e di elfi, sennò che montagna incantata sarebbe?  Anna Karenina, inutile dirlo, non si lancerà sotto il treno.   

Chi vuole continuare a pubblicare deve arrendersi alle leggi del mercato: una grande giallista, per sopravvivere, è ridotta a scrivere libri di cucina per conto di una ex velina; un giornalista famoso per le sue inchieste sul Vaticano e sul malaffare si adatta a fare da ghostwriter per l’autobiografia del portiere del Milan.    

Fino all’ultima pagina vi chiederete se Giorgio Volpe sta vivendo un’allucinante parabola dell’editoria italiana, oppure se è soltanto immerso in un brutto sogno. Per scoprirlo, ovviamente, dovrete leggere fino in fondo questo bellissimo libretto.

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