Un impegno per le biblioteche pubbliche di Roma

Con ordinanza del Sindaco, ieri sono stato nominato alla presidenza dell’Istituzione Biblioteche Centri culturali del Comune di Roma. Fanno parte del Consiglio di Amministrazione la mia collega Chiara Faggiolani, docente di Biblioteconomia alla Sapienza, la scrittrice Melania Mazzucco, l’attore e scrittore Massimo Pedroni, e Gabriele Pedullà, docente di Letteratura Italiana all’Università di Roma Tre. Con la nomina del nuovo C.d.A., l’Istituzione esce da un lungo commissariamento, durato circa due anni e mezzo. Il mandato che ci è stato affidato è di ampliare i servizi bibliotecari e integrarli attraverso la realizzazione di nuovi presidi territoriali, che saranno realizzati con i fondi provenienti dal PNRR.

Ringrazio l’Amministrazione Capitolina, il Sindaco Roberto Gualtieri e l’Assessore alla Cultura Miguel Gotor per la fiducia che mi hanno manifestato con questo incarico, che comporta un impegno gravoso, di cui sono consapevole e che cercherò di onorare al meglio delle mie possibilità. Siamo tutti accomunati dagli stessi obiettivi: offrire ai romani un servizio sempre migliore e il più possibile adeguato alle sfide della contemporaneità. Siamo convinti che le biblioteche, servizi di prossimità nei diversi ambiti territoriali della Città, possano esercitare con la collaborazione dei Municipi un ruolo non secondario per favorire la partecipazione culturale dei cittadini, per l’inclusione sociale di tutti e in particolare di chi è più svantaggiato. Le potenzialità ci sono: 39 biblioteche nei quartieri, cui se ne aggiungono 60 nelle scuole e 16 nelle carceri, 32 circoli di lettura. Ma per una metropoli come Roma non basta e bisogna andare oltre: l’Amministrazione intende investire sulle biblioteche, anche integrando la rete esistente con la realizzazione di Nuovi Poli Civici Culturali e di Innovazione, e ciò ci rende fiduciosi.

La rivoluzione digitale che sta attraversando le nostre esistenze, le ferite lasciate dalla pandemia e le tante difficoltà e incertezze che si sono aggiunte in questo ultimo anno rendono più impegnativo il nostro lavoro, ma ancor più necessario un impegno nostro e degli operatori che quotidianamente lavorano nelle biblioteche romane e negli uffici centrali del Sistema. Al senso di responsabilità e alle competenze dovremo aggiungere tanta passione: sono certo che così potremo lavorare bene e raggiungere anche traguardi ambiziosi, utilizzando al meglio le risorse che ci verranno messe a disposizione. Potremo avvalerci delle idee, dei progetti e di tanti materiali elaborati dalla struttura, anche durante la gestione commissariale che ci ha preceduto, e di questo desidero ringraziare di cuore Vittorio Bo per l’impegno generoso con cui ha portato avanti il suo incarico.

Ma desidero aggiungere un pensiero di carattere personale. Per me, questo è un ritorno a casa dopo oltre un quarto di secolo: ho già avuto l’onore di far parte nel 1996 del primo Consiglio di Amministrazione della neonata Istituzione, di cui era Presidente Tullio De Mauro. Il suo esempio e il suo magistero possano illuminare il nostro lavoro.

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