Cultura umanistica e qualità della vita

La cultura umanistica è una delle aree del sapere o può essere qualcosa di più? Senza integralismi e senza arroganza, può essere considerata un collante? I valori umanistici possono porre un freno al dilagare di un sapere iperspecializzato e frammentato, che soffoca la necessità di una conoscenza interdisciplinare, la sola che possa cogliere la complessità dei quesiti che la società contemporanea deve affrontare. Illuminanti, a questo proposito, le parole di Edgar Morin (La via: per l’avvenire dell’umanità, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2012). La deriva della “googlizzazione” rischia di farci perdere il contesto della enorme quantità di informazioni e pillole di conoscenza cui possiamo eccedere con estrema facilità. Morin ci invita a “riapprendere a pensare”, sviluppando la capacità di collegare le conoscenze le une alle altre.

Mi preoccupa anche la retorica delle “competenze” intese unicamente come “saper fare”. Sono invece sempre più convinto che le competenze siano capacità di decodifica del mondo e di comprensione della realtà che circonda ognuno di noi, che servano a leggere questa realtà, in modo da essere inclusi responsabilmente nella società. Le competenze sono quindi la premessa del “poter essere”. Per questo mi piace identificarle con le “capabilities” di cui parla Amartya Sen. L’economista/filosofo bengalese, insignito nel 1998 del Premio Nobel per l’Economia, ha sviluppato un approccio radicalmente nuovo alla valutazione del benessere nella sua dimensione ambientale e civica, allargando una volta per tutte i confini dell’economia a ciò che gli individui ‘fanno’ nella società, alle ‘opportunità concrete’, alle ‘libertà positive’ di cui il cittadino dispone, alla sua ‘libertà di star bene’. Può essere questa una misura della “qualità della vita”? Quali sono le condizioni che rendono possibile questo “star bene”, il che vuol dire partecipare in modo attivo, da cittadini, alla vita della comunità cui si appartiene? In che misura ciò è il risultato delle conoscenze e delle competenze acquisite? Come e dove è possibile conquistarle?

A queste domande può dare risposta solo la cultura umanistica.

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